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ASSICURAZIONI MALATTIA di Diego Puppo

Nel panorama assicurativo sono sempre più frequenti le richieste di copertura del rischio “malattie” da parte dei clienti.
Occorre però fare subito una distinzione in quanto si fa presto a parlare di polizza “malattie” salvo poi doverci confrontare con un panorama alquanto variegato in questo settore.
Nel primo caso parliamo della polizza “indennitaria” e cioè quella tipologia di polizza che rimborsa all’assicurato l’indennità assicurata in polizza moltiplicata per le notti di permanenza nella struttura ospedaliera. Questa è la tipologia di polizza più semplice. La tariffa viene applicata secondo due semplici parametri: età dell’assicurato e ammontare dell’indennità giornaliera pattuita. Più alta è l’età dell’assicurato e più alto, in proporzione all’indennità, è il premio di polizza.
Oggi, con le ospedalizzazioni sempre più corte, questa tipologia di polizza non è del tutto conveniente in quanto le compagnie non hanno gran ché ritoccato i tassi dall’uscita di questi prodotti e pertanto si arriva a dover “sperare” che l’assicurato faccia anche 3, 4 o più giorni di ricovero all’anno per riottenere indietro i soldi pagati sotto forma di premio assicurativo. Diverso è il discorso relativo ad interessanti garanzie accessorie che possono essere inserite in una polizza del genere. A seconda delle compagnie si possono avere: un’indennità gesso in caso di immobilizzazione da infortunio, le spese per le cure oncologiche, un rimborso spese di cura esclusivamente in caso di grandi interventi, la trasformazione dell’indennità in rendita vitalizia in casi particolari, ecc. Ecco che allora si inizia a valutare diversamente questa tipologia di polizza e le opportunità per costruire un buon prodotto aumentano.
Decisamente di altro tenore è la cosiddetta polizza “a rimborso”. Nei casi più specialistici le Compagnie di Assicurazione fungono da vera e propria mutua o asl alternativa. Infatti, le centrali operative che stanno alle spalle delle compagnie di assicurazione al servizio del cliente, svolgono tutta una serie di servizi particolarmente comodi a patto però che si faccia di testa propria bypassando quello che invece deve essere l’iter obbligatorio per ottenere tutti i vantaggi. Ad esempio, nel caso in cui un cliente debba effettuare una visita specialistica o un esame diagnostico, chiamando anticipatamente la centrale operativa con la prescrizione medica in mano, sarà direttamente la stessa a fissare un appuntamento nel centro convenzionato più vicino o comodo concordato con il cliente, inviando allo stesso anche la conferma dell’appuntamento. Questo anche nel caso in cui lo stesso abbia necessità di un ricovero ospedaliero. Così facendo il cliente pensa solo a curarsi e, qualora non abbia forme di copertura assicurativa con franchigia (nel qual caso questa resterebbe a suo carico) l’intero importo delle spese sostenute nel ricovero sarà direttamente richiesto dalla struttura ospedaliera alla compagnia di assicurazioni senza che il cliente anticipi nulla, ovviamente con i relativi vantaggi che ne derivano da una soluzione del genere. Tra l’altro, nella maggior parte dei casi, per “spese sostenute durante un ricovero”, queste sono definite ogni spesa di natura ospedaliera e medica fiscalmente documentabile, effettuata nei 100 giorni precedenti il ricovero fino ai 100 giorni successivi, aspetto importante in quanto, proprio per la ridotta ospedalizzazione di cui si diceva prima, oggi un paziente entra in clinica probabilmente con visite ed esami già effettuati precedentemente al ricovero, e con la polizza viene rimborsato anche delle spese per visite ed esami di controllo, fisioterapie, rieducazioni varie, medicinali, ecc.
Vi sono poi compagnie che hanno sul mercato prodotti che rimborsano magari solo il periodo strettamente identificato come ricovero, altre che coprono anche i giorni precedenti e successivi ma applicando una franchigia che resta a carico del cliente, altri ancora che rimborsano tutto ma solo per ricoveri relativi a “grandi interventi” così come definiti dall’Ordine dei Medici.
In sostanza la crisi dell’assistenza pubblica ha da un lato fatto aumentare le richieste di coperture private, ma dall’altro, l’alto costo delle prestazioni, di fatto frena la possibilità di accedere alle copertura da parte di una larga fetta di popolazione in quanto le compagnie di assicurazioni sono costretta a concedere detti prodotti a premi non del tutto irrisori.
Da non dimenticare due aspetti: le malattie conosciute o pregresse devono essere dichiarate in sede di compilazione del questionario medico e pertanto, se non in casi particolarissimi, sempre escluse da qualsiasi copertura. Il secondo aspetto è che per quanto riguarda le malattie non conosciute ogni compagnia applica il cosiddetto periodo di carenza entro il quale l’insorgere di malattie non note non dà comunque diritto al rimborso.

Diego Puppo
Agente di assicurazioni, iscritto prima all’Albo Nazionale Agenti dal 21.06.2002 e poi al nuovo Registro Unico degli Intermediari Assicurativi dell’I.S.V.A.P. (Istituto di Vigilanza delle Assicurazioni Private) dall’1.2.2007. Dal 2004 è componente dell’Esecutivo Provinciale del Sindacato Nazionale Agenti di Assicurazione (S.N.A.), con l’incarico di Segretario e più volte delegato Provinciale ai Congressi Nazionali S.N.A. Nel novembre 2008 viene nominato Vice Presidente dello S.N.A. V.C.O. ruolo che ricopre tutt’oggi all’interno della sezione del VCO “Vittorio Zenith”. Dall’aprile 2012 al 2014 ricopre il ruolo di Vice Presidente dello S.N.A. Regionale Piemonte – Valle d’Aosta Per informazioni e contatti d.puppo@libero.it o ufficio +39 0323 403444
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