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Anche il Wall Street Journal di New York parla di Scripofilia

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The Wall Street Journal

Interessante articolo che arriva da New York e dal celebre giornale del Wall Street Journal. Si parla dei casi di ritrovamento di titoli azionari ed obbligazionari che solitamente avvengono nelle soffitte o nei vecchi archivi. Di quanto sia importante rivolgersi ad esperti perchè in alcuni casi questi titoli non hanno solo un valore storico, ma per alcuni motivi possono avere ancora un valore finanziario.

Nell’articolo viene menzionato il caso della Texas Pacific Land Trust che un documento obbligazionario della fine dell’ottocento ha un valore di mercato di poche centinaia di dollari, mentre è stato ritrovato un documento del 1979 che in quel caso è stato valutato 4 Milioni di dollari dal Museum of American Finance di New York. In questo caso il valore così alto dipende proprio dal fatto che abbia ancora una valenza finanziaria.

 

Nelle prossime puntate della rubrica andremo a parlare con uno dei massimi esperti a livello internazionale sulla Scripofilia, Alberto PUPPO fondatore di Scripofilia.it e specialista ed esperto nel settore delle certificazioni con il marchio “SCRIPOPASS Certificate of Authentication”

Riprendiamo per chi non avesse avuto modo di leggere una parte dell’articolo riguardante “La Scripofilia come bene rifugio” – Investire nella storia.

“Cari lettori, sono ormai mesi che vi mettiamo in guardia sulle speculazioni che si stanno verificando sui mercati finanziari di tutto il mondo, basta aprire qualsiasi giornale per capire che il rischio di perdere buona parte dei propri risparmi è molto alto. Molti cercano di proteggersi, come si faceva una volta, puntando sulle obbligazioni, ma visti i rendimenti e i rischi di fallimenti di grosse società non si può certo stare tranquilli. Oggi, vi spiego perché la Scripofilia a differenza di altri tipi di collezionismo può trasformarsi in un valido investimento.

Come prima importante informazione diciamo che questa forma di collezionismo / investimento nasce definitivamente nell’anno 2000 da quando c’è stata la vera dematerializzazione dei documenti finanziari, per cui oggi se volete acquistare un azione o un obbligazione non vi sarà lasciato più il certificato fisico, ma solo il vostro riferimento virtuale. Ecco nascere la consapevolezza che tutto quello che era stampato ed emesso in forma cartacea ora non esiste più.

Questi documenti nati con le prime società, hanno interessi diversi, come valore finanziario, storico, artistico, di firma e di rarità.

E’ facile comprendere il valore finanziario delle azioni ed obbligazioni, venivano emessi per poter finanziare le società o gli  Stati. Questi venivano acquistati e scambiati, per poi essere definitivamente incassati se tutto andava bene.

Grazie al  valore storico e al ritrovamento dei documenti, oggi è possibile ricostruire la storiografia dei fatti passati. Senza questi documenti non sarebbero state possibili imprese e battaglie, la realizzazione delle maggiori opere strutturali e artistiche, l’emissioni di titoli per il debito pubblico e per i finanziamenti alla ricostruzione delle maggiori guerre, etc.

Il valore artistico per la scripofilia è molto importante in quanto molte società ingaggiavano artisti noti per realizzare i bozzetti e i disegni definitivi per i propri certificati. Alcune di queste sono scambiate come vere opere d’arte e i loro valori sono in continua ascesa.

Ci sono documenti per cui il valore è dato dalla firma che riporta sul certificato. Infatti molti riportano autografi di grande importanza storica. Dai Presidenti delle più importanti società al mondo, ai capi di Stato, ai personaggi della storia che grazie alle loro firme fanno volare le quotazioni.

Un altro elemento importante per il valore è la rarità. Pensiamo ai primi emessi del ‘600 o del ‘700, a quei manoscritti finanziari degli antichi stati. La rarità in quel caso è facile da comprendere, inoltre molti, proprio perché sono manoscritti sono pezzi unici. Ci sono comunque casi di azioni emesse in piccole quantità per cui rendono il titolo, anche se recente, un documento raro.

Altri elementi possono valorizzare i certificati come lo stampatore e il tipo di carta, che per i primi emessi, in alcuni casi erano in pergamena.

Da non dimenticare inoltre che il documento poteva essere intestato ad una personalità importante o ad un’azienda famosa.

A differenza degli acquisti fatti sul mercato finanziario (acquisti virtuali), quello della scripofilia, garantisce il possesso del bene acquistato. Un’altra realtà che ci fa ben sperare sull’incremento dei valori della scripofilia, è l’interesse crescente per moltissime case d’asta mondiali. Rendono questa forma di collezionismo facilmente liquidabile in caso di necessità.

Rispetto ad altri tipi di collezionismo più conosciuti, quello della scripofilia non è solo un investimento che potrà soddisfare sotto l’aspetto finanziario, ma anche quello sentimentale.

Ora non resta altro che consultare i maggiori esperti del settore per farsi consigliare. Buona collezione a tutti!”

Per informazioni sul mercato della Scripofilia scrivere a info@scripofilia.it – www.scripofilia.it

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