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2 Parte: Dalla Finanza Comportamentale al Sentiment

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Promotore finanziario da oltre 20 anni, consiglia privati e imprese a piani care e gestire investimenti finanziari. Studioso di Finanza Comportamentale e del sentiment degli investitori, in qualità di relatore ha partecipato a diversi convegni. Fondatore del sito www.sentimentcharts.it e autore nel blog paolocalcinari.com pcalcinari@gmail.com

Purtroppo anche i risparmiatori che sottoscrivono fondi d’inve- stimento in un’ottica di medio-lungo termine sono vittime dei sopra-citati errori cognitivi.

Un’analisi sviluppata da Dalbar su un arco temporale di 20 anni (dal 1993 al 2012), che ha preso in considerazione sottoscrizioni, riscatti e switch su fondi comuni azionari Usa, ha dimostrato che il risparmiatore medio americano ha ottenuto rendimenti annui di molto inferiori rispetto all’in azione media e alle principali asset class.

Dal 1993 al 2012 l’indice S&P 500 è cresciuto dell’8,2% annualizzato, il rendimento del fondista medio è stato solo del 2,3% annualizzato.

La conclusione che se ne trae da questa analisi è che il rendimento dell’investimento dipende molto più dal comportamento del risparmiatore che dall’andamento dei mercati. In pratica una eccessiva movimentazione del portafoglio di fondi o etf (switch), che va a ridurre o aumentare il peso del rischio iniziale, porta a una sostanziale sotto-performance rispetto al mercato di riferimento (figura 3).

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Figura 3: Effetti del comportamento degli investitori sui rendimenti finali Rendimenti annualizzati 1993-2012 di varie classi di investimento: conseguenza del comportamento degli investitori sul rendimento finale dell’investimento. Ritorni medi annualizzati degli investitori US dal 1993 al 2012 (arancio) rispetto a performance asset class (in Dollari). Fonte: Dalbar

È quindi evidente che i risparmiatori, anche quelli americani che sono i più evoluti dal punto di vista finanziario, sbagliano spesso il “timing” negli investimenti.

Sottoscrivono in massa i fondi azionari dopo che questi hanno registrato performance significative (nella parte finale di un Bull Market), mentre corrono a richiederne il rimborso dopo periodi particolarmente negativi (nella parte finale di un Bear Market), oppure seguono le mode di cui volta per volta le diverse asset class o settori bene ciano ( figura 4).

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Figura 4: Raccolta fondi azionari vs S&P 500 (Flussi di raccolta netta sui fondi azionari collocati negli USA rispetto all’S&P 500) Il grafico mostra sovrapposti l’indice S&P 500 (azioni americane) con la linea nera e l’istogramma dei flussi di raccolta (barra verde) e riscatti (barra rossa) dei fondi azionari collocati negli Usa. Fonte: stockcharts.com

Soluzioni?

1) Evitare di correggere “mentalmente” i propri errori.
Dopo una serie di errate previsioni si dovrebbe quantomeno fare un bagno di umiltà e diminuire il livello di confidenza nelle proprie capacità.
Spesso però questo non succede in quanto si manifestano due fenomeni psicologici:

la “regret aversion” (avversione al rammarico), cioè quando le persone temono che la loro decisione si rivelerà essere sbagliata col senno di poi. Un sentimento che è associato anche all’avversione al rischio, conseguente spesso a una perdita subita. Questo porta ad esempio a far diventare una posizione in perdita una posizione da cassettista, mentre i guadagni, per paura di perderli, vengono velocemente incassati.

Oppure la “attribution bias” (aggregazione dei comportamenti), cioè il risultato negativo viene aggregato con quello di altre operazioni positive che l’hanno preceduta nel tempo in modo da ridurne l’evidenza, ma soprattutto la sofferenza, oppure i guadagni vengono separati dalle perdite maggiori.

2) I mercati finanziari spesso sono guidati dall’emotività degli investitori (avidità e paura) e per questo diventano irrazionali. Accettata questa realtà; è fondamentale rimanere coerenti con il proprio obiettivo d’investimento e con il proprio profilo di rischio.

Sembra una banalità ma il motivo principale della sotto-performance degli investitori rispetto al mercato è dovuta al fatto che si tende a diventare confidenti al rischio e guardare a lungo termine dopo prolungati trend di crescita dei prezzi, mentre durante o dopo trend ribassisti si è poco propensi al rischio e si rimandano le scelte d’investimento a tempi “migliori”, perdendosi delle opportunità.

Il seguente grafico (figura 5) rappresenta perfettamente il comportamento dell’investitore, con i diversi stati dell’emotività che si alternano all’evoluzione dei cicli, ribassisti e rialzisti, del mercato azionario. ©

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Figura 5: Ciclo del sentiment dell’investitore I diversi stati d’animo di un investitore e le sue “esternazioni” ricorrenti nelle diverse fasi rialziste e ribassiste del mercato azionario. Fonte: Morgan Stanley
INVESTORS L'EVOLUZIONE DELLA SPECIE
INVESTORS´ nasce nel gennaio 2014 in seno alla casa editrice TRADERS' Magazine Italia, come rivista trimestrale, con l'obiettivo di coprire nell'ambito degli obiettivi editoriali il segmento dell'investment privato e professionale. La rivista riscuote da subito un ottimo apprezzamento da parte del Pubblico, con una crescita immediata e costante di lettori ed Abbonati. Viene pubblicata come Supplemento di TRADERS' Magazine, a firma dello stesso Direttore Responsabile Emilio Tomasini. All'inizio del 2015, INVESTORS' è matura per entrare in un progetto organico ben più ampio dell'essere una semplice appendice editoriale della pur prestigiosa TRADERS' Magazine. Nel giugno del 2015, dopo alcuni mesi di incubazione progettuale, nasce INVESTORS' Magazine Italia, nella cui compagine confluisce il gruppo Diaman, con la Diaman Holding. Presidente della società è Daniele Bernardi, anima fondatrice del gruppo Diaman, considerato uno dei massimi esperti italiani di finanza operativa e di sviluppo di sistemi per la finanza. Viene costituito un Consiglio di Amministrazione, dove il Presidente Daniele Bernardi, in accordo con i Soci, chiama a fungere da Amministratore Delegato Maurizio Monti, per la sua esperienza come Editore, mentre viene nominato Consigliere Fabio Carretta, anima commerciale trainante del gruppo Diaman. Il Direttore della seconda generazione di INVESTORS' è Gabriele Turissini, privat banker di trentennale espereinza, vero punto di riferimento dell'esperienza del risparmio gestito in Italia. Entrano poi nella squadra Ruggero Bertelli, portando il valore e il peso della propria esperienza accademica, ed Emilio Tomasini, come strategist consultant, con la sua esperienza ultraventennale nella finanza operativa italiana ed internazionale, oltrechè nel giornalismo finanziario. INVESTORS' si sviluppa su tre cardini fondamentali: l'innovazione, l'indipendenza, la chiarezza. Pretende di essere non solo rivista ma piattaforma completa di Cultura finanziaria, basata su interattività e operatività pratica. INVESTORS' Magazine è BIMESTRALE, nella sua duplice edizione cartacea e digitale, e organizza un Tour di 6 eventi l'anno (l' INVESTORS' Tour) per incontrare il proprio Pubblico. Diffonde in email un quindicinale gratuito per i sottoscrittori ed iscritti al sito. La linea editoriale di INVESTORS', voluta dal direttore Gabriele Turissini, è quello di essere l'Agorà dell'investitore, del promotore finanziario, del consulente e del professionsta della finanza: un luogo di confronto, incontro e scontro di tutta la platea degli operatori della finanza, dei loro clienti, degli investitori privati. L'obiettivo dichiarato è costituirsi come fulcro e punto di riferimento di un "futuro consapevole" della finanza, attraverso la capacità di INVESTORS' di rendersi interattiva, attraente e pratica per il Lettore. INVESTORS' è il punto di riferimento certo nel panorama editoriale della finanza operativa italiana: la piattaforma della crescita consapevole e dell'arricchimento culturale nell'investment. http://www.investors-mag.it
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